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Bonifica delle abitazioni contaminate dalla muffa



Struttura della muffa vista al microscopio (x400)

Principi di base

Le muffe sono dei microorganismi in grado di liberare nei locali numerosi frammenti e spore, nonché dei composti organici volatili microbeni (mCOV), un potenziale pericolo per la salute degli occupanti. Con l'eliminazione dei materiali afflitti da un lato, e la corretta pulizia dei materiali rimanenti dall'altro, cerchiamo di ritrovare una carica fungicida accettabile all'interno dei locali.

Procedendo con la pulizia sin dalla prima comparsa della muffa visibile, minimizziamo così la sua proliferazione in superficie. Si sconsiglia di effettuare interventi che dissimulino la muffa, come ad esempio la creazione di paratie (cartongesso, Boiserie ecc...), l’applicazione di tappezzeria o di pittura sulle zone afflitte. Tali interventi possono avere come conseguenza il favorire lo sviluppo di muffe in aree inaccessibili.

Prima di iniziare con la pulizia delle macchie di muffa, è sempre meglio capire la loro origine.

Quando sono causate dall'umidità, bisogna prima di tutto eliminarne la fonte, altrimenti le muffe ricompariranno dopo un certo lasso di tempo.

La bonifica è andata a buon fine solo eliminando la causa di umidità e nell'eliminazione o pulizia, dove possibile, dei materiali contaminati.

La metodologia di bonifica da attuare dipende da un lato dallo stato di degradazione, e dall'altro della natura dei materiali sui quali le muffe si sono sviluppate (vedere schema):

Se lo sviluppo è limitato in un area ristretta della superficie, è possibile procedere da soli al trattamento. Nel caso di uno sviluppo di muffa su grande scala (> 3 m²), è da preferirsi l’intervento di un'azienda specializzata in questo tipo di problemi.

Per quanto concerne la natura dei materiali, la porosità degli stessi ha un ruolo fondamentale:

    • Poiché le muffe possono penetrare nella porosità dei materiali, la proliferazione nei materiali porosi (cartongesso, carta da parati, …) è spesso più importante di quello che si vede ad occhio nudo. Se la superficie contaminata supera i 0,5 m², si può pensare che esista un rischio reale di propagazione negli strati inferiori. È dunque consigliato di eliminare i materiali porosi contaminati.
    • Nel caso di materiali non porosi (cemento, mattonelle, …), lo sviluppo della muffa sarà solo superficiale: una semplice pulizia potrà essere sufficiente.
    • Nei materiali semi-porosi (Intonaco, pannelli, …) dovranno essere oggetto di una analisi minuziosa, per determinare se lo sviluppo delle muffe e se potrà essere sufficiente una semplice pulizia.



Rappresentazione in schema del processo di bonifica


Raccomandazioni

Le macchie di muffa sono ricoperte da spore dalla grandezza microscopica (vedi foto sopra) che si staccano facilmente e si lasciano trasportare nell'aria. Nel caso di un trattamento su macchie di muffa secche, una nuvola di spore e di frammenti si possono propagare nell'ambiente, e così via nel resto della casa. È necessario, quindi, durante l’azione di bonifica, predisporre tutte le misure necessarie al fine di evitare la contaminazione degli altri ambienti. Inoltre, è raccomandato di evitare i ricircoli d'aria verso l’interno ma solo con l’apertura delle finestre e porte che danno all'esterno.

Durante la pulizia il soggetto che la effettua potrà essere esposto a delle concentrazioni molto elevate di muffa e spore, sarà necessario che provveda ad utilizzare idonee protezioni, mascherina appropriata (FFP3), guanti e tuta protettiva.

Si consiglia, inoltre, di spostare dall'ambiente tutti quegli elementi superflui e non contaminati (mobili, corredi per il letto, peluches,…) prima dell’inizio della bonifica. Tutto ciò che rimane al suo posto durante la bonifica dovrà essere poi oggetto di pulizia.

I materiali contaminati che non potranno essere oggetto di pulizia dovranno essere rimossi prima dell’inizio del trattamento di bonifica. Tali materiali dovranno essere bagnati prima al fine di limitare la dispersione delle spore. Sono vietate tutte le procedure che possano generare un'importante esalazione di polvere. I rifiuti così generati dovranno essere imballati ermeticamente in sacchi prima di essere portati fuori dall'ambiente. Non esiste nessuna regolamentazione specifica per il trattamento dei materiali contaminati.

La pulizia delle superfici contaminate potrà essere effettuata con spugne o panni, acqua e detergenti. Bisogna fare attenzione a che il materiale non sia troppo umidificato. Per limitare l’evacuazione e la propagazione della muffa nell'aria, conviene non eseguire la pulizia con movimenti bruschi e risciacquare con acqua pulita i materiali.

Se le macchie di muffa non vanno via totalmente o parzialmente, è possibile, dopo la prima pulizia utilizzare una soluzione a base di candeggina diluita con acqua seguendo le indicazioni riportate dal fabbricante (normalmente 1 parte di candeggina per 4 di acqua). Dopo un massimo di 15 minuti, la superficie deve essere risciacquata con acqua. Bisogna fare attenzione di non bagnare eccessivamente il materiale. Tale metodo può rallentare la comparsa della muffa in superficie.

L’utilizzo di apparecchiature che producono vapore è sconsigliata. Per pulire la superficie dai frammenti di polvere e spore della muffa, è possibile utilizzare aspira polveri dotati di un filtro HEPA H 14. Gli aspira polveri non dotati di questo filtro sono da evitare in quanto favoriscono la dispersione massiva della muffa nell’ambiente.

Le macchie tenaci di muffa dovranno essere oggetto di più tentativi di pulizia prima di ottenere un risultato accettabile e duraturo. L’applicazione della pittura finale dovrà essere effettuata solo quando la superficie pulita risulti asciutta.

K. Dinne, ing., chef du laboratoire Microbiologie et santé, CSTC Article rédigé dans le cadre de la Guidance technologique COM-MAT, subsidiée par la Région wallonne

Indirizzo articolo http://www.cstc.be/homepage/index.cfm?cat=publications&sub=bbri-contact&pag=Contact46&art=690#fig1
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