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I problemi di umidità in casa sono molto comuni. Infatti, il vapore acqueo si insinua nelle pareti, sotto il pavimento, sul soffitto e addirittura sotto il cappotto termico. Debellare l’umidità non è una questione semplice ed è necessario trovare l’origine del problema per agire in maniera efficace.  

Soluzioni ai problemi di muffa interna al cappotto termico esterno

Il cappotto termico di un edificio svolge alcune funzioni importanti e permette alla struttura di godere di diversi vantaggi:

  • minore dispersione di energia: il cappotto termico consente di mantenere una temperatura ottimale in casa, sia nei mesi invernali che in quelli estivi;
  • migliore isolamento acustico: il cappotto risulta essere anche un buon isolante da rumori e brusii provenienti dall’esterno;
  • aumento valore di mercato: un immobile dotato di cappotto termico ha un elevato valore di mercato, in quanto dotato di un sistema innovativo e ad alta efficienza energetica.

Generalmente, in Italia, il cappotto termico è impiegato su piccoli edifici, villette o condomini con l’applicazione di pannelli realizzati con materiali sintetici o con l’utilizzo di minerali naturali. L’installazione di questo sistema è utile per ridurre l’impatto dei ponti termici, ovvero di zone in cui sono presenti discontinuità costruttive che comportano la conseguente formazione di bolle di aria fredda all’interno dei muri. 

Un errore da non commettere è la realizzazione di un cappotto interno contro l’umidità ascendente. Infatti, un muro soggetto al fenomeno dell’umidità non va coperto, perché la struttura del cappotto esterno potrebbe essere intaccata in poco tempo dalla muffa interna. Se è necessario creare un cappotto termico a protezione di un muro umido, è indispensabile procedere per gradi. 

Il primo intervento da effettuare è la deumidificazione mediante barriera chimica. Questo processo avviene attraverso l’applicazione di micro iniezioni di speciali resine che rendono il muro impermeabile alla sua base, risolvendo definitivamente il problema dell’umidità di risalita. Compiuta questa operazione, è possibile procedere alla realizzazione vera e propria del cappotto termico. 

Il cappotto termico debella l’umidità sui muri ed evita possibili infiltrazioni. Inoltre, il sistema a cappotto termico è utile contro la condensa superficiale, in quanto permette di alzare la temperatura superficiale delle pareti.

Quando conviene fare il cappotto termico alla casa?

L’installazione di un sistema a cappotto termico conviene nel momento in cui si ha l’intenzione di garantire alla propria abitazione un buon isolamento termico. La differenza tra i sistemi disponibili in commercio è legata ai materiali utilizzati in fase di realizzazione del cappotto, oltre che alla loro destinazione d’uso. 

Ad esempio, nel caso dell’installazione di un cappotto esterno per una casa vecchia è sconsigliabile l’impiego di materie a base di plastica: queste non permettono alla muratura di respirare, peggiorando di conseguenza i problemi tipici dei muri datati, come la comparsa della muffa. Quando gli edifici sono vecchi e si intende debellare la muffa dalle pareti, è consigliabile optare per cappotti termici realizzati con materiali traspiranti a base naturale e minerale e in ogni caso prevedere sempre una buona areazione che permetta un continuo ricambio d’aria:

  • intonaci traspiranti ricavati da sostanze naturali;
  • il legno;
  • la calce idraulica;
  • la canapa;
  • i silicati;
  • il cocciopesto. 

Un materiale come la calce idraulica è perfetto per essere impiegato al posto del cemento per i lavori di ristrutturazione e installazione del cappotto in edifici datati. La calce idraulica presenta tre vantaggi molto importanti: è traspirante, resistente all’umidità ed è inattaccabile dalle muffe

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Durante la realizzazione di un cappotto termico è possibile che sopraggiungano alcuni problemi. Questi ultimi possono dipendere dalla presenza di muffa, che rallenta e ostacola i lavori, dall’impiego di materiali di scarsa qualità o dalla posa imprecisa dei pannelli per l’umidità di risalita. Di seguito, alcuni degli errori da evitare per non compromettere la riuscita degli interventi di isolamento con cappotto termico: 

  • Accostamento errato dei pannelli: per accostare correttamente i pannelli è necessaria un po’ di esperienza. Infatti, è preferibile assemblarli in modo sfalsato. Questa tecnica aiuta a distribuire in modo più uniforme lo strato isolante. Con il passare del tempo, può succedere che i pannelli si disallineino, in questo caso sarà possibile intervenire utilizzando delle schiume isolanti.
  • Spigoli non rinforzati: il cappotto, dopo l’installazione, deve essere corredato da paraspigoli, ma se questi vengono disposti in modo scorretto rischiano di compromettere l’efficienza isolante della parete. Questi rinforzi sono utili per mantenere inalterata, anche per lungo tempo, la struttura che può subire dilatazioni o spostamenti dovuti a repentini sbalzi climatici. 
  • Rete armata disposta scorrettamente: la rete armata serve a rinforzare la struttura isolante. La posa avviene dopo la prima mano di risanante stesa sulla parete; successivamente, si attendono 24 ore per procedere con la stesura della rasatura. Tutto ciò rende la struttura più compatta e resistente. 
  • Rigonfiamento dei pannelli isolanti: questo problema è uno dei più classici che si manifestano quando il cappotto termico non è realizzato a regola d’arte. Le bolle che compaiono sono causate da errori in fase di fissaggio; questo aspetto non è solo antiestetico, ma nel tempo rischia anche di indebolire la capacità isolante del cappotto termico. 

Come si è intuito, il problema del fissaggio del pannello termico su un muro umido è solo il primo di una lunga serie. Affidarsi ad esperti del settore è indispensabile affinché ogni aspetto del lavoro venga curato e studiato nei minimi dettagli per l’edificio che si sta trattando.

Come togliere l’umidità da una parete di casa?

Un muro che patisce di umidità di risalita, deve essere necessariamente risanato, per evitare di incorrere in problemi sia di natura statica che estetica.  Il migliore metodo di risanamento è quello di iniettare una speciale resina idrofoba che rende il muro impermeabile. Le iniezioni consistono in microfori alla base del muro in cui vengono iniettate le resine. La resina verrà spinta nel muro a pressioni variabili ed avrà caratteristiche chimico fisiche adatte e penetrare nella tessitura del muro. 

Una volta applicata la barriera chimica, il muro comincerà ad asciugare per mezzo della naturale evapotraspirazione dell’acqua contenuta all’interno di essi. 

Tali attività possono essere garantite da Murprotec, un’azienda che vanta una lunga esperienza all’interno di questo settore e che propone soluzioni efficaci e durature per eliminare l’umidità di risalita dai muri.

Fonti: 

https://umiditadeimuri.it/2020/09/30/cappotto-termico-umidita-dei-muri/ 

https://www.muriumidi.info/rifacimento-facciata-cappotto-umidita/ 

https://www.muriumidi.info/umidita-risalita-deumidificazione-elettrofisica/

https://protego.co/5-problematiche-isolamento-cappotto/ 

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