Radon gas radioattivo

Un problema molto comune ma, purtroppo, spesso sottovalutato o addirittura ignorato è l’esistenza del gas radon nelle abitazioni. Questo è presente in piccole quantità all’interno di rocce, di alcuni materiali da costruzione e del suolo e, una volta fuoriuscito, si propaga nell’aria. In questo caso la concentrazione di radon è molto bassa ma, all’interno delle abitazioni – in cui non riesce a disperdersi – si presenta in concentrazione elevata, raggiungendo valori significativi.

Gas radon nelle abitazioniIl gas radon in casa rappresenta un rischio concreto per la salute degli abitanti, in quanto non solo costituisce uno dei principali responsabili del cancro ai polmoni, ma anche perché è molto difficile individuarne la presenza. Ciononostante, è possibile misurare il radon in casa con facilità, per capire se questo elemento sia presente all’interno della propria abitazione e, eventualmente, in quale quantità. Per farlo puoi servirti di un dispositivo molto economico, costituito da una scatoletta contenente un particolare pezzo di plastica che funge da rilevatore. Gas radon ed elementi simili, infatti, non lasciano tracce sulle pareti o sugli infissi, e per questo è fondamentale ricorrere a uno strumento del genere, in grado di rilevare le radiazioni.

Le emissioni di radon, così come le concentrazioni all’interno dei locali, sono variabili sia durante le varie fasi della giornata sia durante i periodi dell’anno, quindi – per ottenere un riscontro rappresentativo – è necessario lasciare le scatolette esposte al gas per almeno un anno all’interno delle stanze più utilizzate, che normalmente sono camera da letto e soggiorno. Per un risultato ottimale, ti conviene posizionare i dispositivi su armadi o ripiani difficili da raggiungere, in modo da non rischiare di danneggiarli o perderli.

Una volta terminato il periodo di rilevazione sarà possibile far analizzare le tracce presso un laboratorio, che quantificherà la concentrazione di radiazioni di radon in casa vostra.

Gas radon, cos’è?

Alla luce di queste informazioni potresti chiederti cos’è il radon e dove si origina. Si tratta di un gas nobile derivante dal decadimento dell’uranio, presente nel suolo, nelle rocce e in alcuni materiali da costruzione. Come intuibile dalla sua origine, il radon è un gas radioattivo, che può avere un forte impatto anche sulla salute dell’uomo.
Il radon è particolarmente insidioso a causa di tre caratteristiche proprie di tutti i gas nobili; infatti questa sostanza è:

●  Inodore: l’assenza di odore fa sì che sia impossibile sfruttare l’olfatto per rilevare la presenza del gas all’interno della tua abitazione o del tuo ufficio, al contrario di altri gas come, per esempio, il metano;

●  Incolore: il radon non lascia alcun alone o residuo sui mobili o sui muri di casa, rendendo impossibile individuarlo in questo modo;

●  Insapore: anche questo aspetto rende impossibile riconoscere il gas sfruttando il senso del gusto.

Un’ulteriore caratteristica del radon, questa volta positiva, è la non infiammabilità. Questo evita il rischio di pericolose esplosioni all’interno della vostra abitazione e dei vostri uffici.

Questi aspetti fanno sì che il radon, gas radioattivo e quindi dannoso per la salute, venga inalato con molta facilità. Fortunatamente, il radon viene quasi totalmente espirato prima che decada, limitando in parte i danni derivanti da questo gas. La piccola percentuale che rimane all’interno del nostro corpo si deposita sulle pareti dei polmoni e, successivamente, arriva fino ai bronchi.

Gas radon: normativa sulla sicurezza

Vista la pericolosità di questo gas, il legislatore europeo ha deciso di intervenire con una direttiva per tutelare la sicurezza dei cittadini, cercando di prevenire l’insorgenza di tumori e patologie derivanti dal radon. Normativa europea e direttiva 2013/59/Euratom – non ancora recepita in Italia – prevedono che gli Stati Membri dell’UE stabiliscano un livello massimo di concentrazione oltre il quale sia obbligatorio intervenire per ridurre il radon. I limiti di legge sono pari a 300 Bq/m3 (Becquerel al metro cubo, l’unità di misura della radioattività) sia per le abitazioni sia per i luoghi di lavoro, ma è bene intervenire anche in caso di valori leggermente più bassi per migliorare sensibilmente la qualità abitativa dell’edificio.

La mancanza del recepimento della direttiva europea fa sì che nel nostro paese manchi una legge definitiva sul gas radon: obblighi e responsabilità, infatti, devono ancora essere definiti con precisione, motivo per cui si fa ancora riferimento alla direttiva europea.

In ogni caso è opportuno sottolineare come rivolgersi ad una realtà che si occupi di questo aspetto sia fondamentale: in particolare, tra i rimedi più efficaci si segnala il filtro CTA, noto anche come filtro assoluto, in quanto consente di eliminare anche le micro particelle più dannose per la salute.

Gs radon, dove si trova?

Il radon, in Italia, è estremamente diffuso e questo mette a rischio le case e gli uffici di diverse zone del nostro paese. Ma dove si trova il gas radon di preciso? Le regioni in cui sono state rilevate le concentrazioni maggiori sono Campania, Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Veneto, Piemonte, Valle d’Aosta e Lombardia. Quest’ultima in particolare presenta zone in cui il rischio di incorrere in grandi quantità di radon è molto elevato; nello specifico nelle province di Sondrio, Como, Brescia, Bergamo, Varese e Lecco.

Questo non esclude però la presenza del gas in altre zone apparentemente meno colpite, come alcune regioni del sud Italia. D’altronde, la conformazione del nostro territorio e le variabili geologiche fanno sì che il gas radon in Italia possa diffondersi con grande facilità, soprattutto grazie al trasporto di acqua, metano e grazie alla sua presenza all’interno dei materiali di costruzione utilizzati in tutta la penisola.

Alcune delle variabili che agevolano la concentrazione di radon all’interno delle abitazioni riguardano la composizione del terreno e il modo in cui l’edificio poggia su di esso:

●  Terreni granitici o vulcanici: le case e gli uffici costruiti su terreni granitici o ricchi di tufo rischiano di avere elevate concentrazioni di radon, così come gli edifici costruiti nelle vicinanze di vulcani attivi o inattivi;

●  Contatto diretto col terreno: se le fondamenta poggiano direttamente sul terreno, le emissioni di radon possono confluire più facilmente all’interno delle stanze a causa del contatto diretto col suolo;

●  Struttura dell’immobile: se l’edificio comunica direttamente con locali interrati in cui c’è poco circolo d’aria o se è stato costruito con materiali contaminati, è più facile incorrere in alte concentrazioni di gas.

Emissioni del gas radon

Riassumendo, per rispondere alla domanda “dove si trova il radon?”, si può dire è presente e piuttosto diffuso. Di conseguenza, se stai acquistando una casa o un locale da adibire a ufficio, ti consigliamo di controllare la composizione del terreno e la struttura dell’edificio, assicurandoti che sia il più possibile isolato dal suolo.

Gas radon, sintomi e patologie collegate

Ridurre la presenza di radon all’interno delle vostre case o, se possibile, scegliere edifici in zone in cui il rischio di emissioni è minore, è fondamentale per migliorare la qualità della vita degli abitanti e per preservare la loro salute: purtroppo, infatti, la correlazione tra radon e tumori è stata provata ed è molto forte.

Tra le malattie causate dal radon, la principale è il cancro ai polmoni. Nello specifico, questo gas provoca – secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità – circa il 14% dei casi di tumore ai polmoni in tutto il mondo, diventando così il secondo maggior responsabile di questa malattia dopo il fumo – e il primo nel caso di cancro in soggetti non fumatori. Purtroppo, anche in caso di continua esposizione e inalazione di radon, sintomi e segnali di eventuali patologie tardano a manifestarsi e, spesso, si scoprono quando ormai è troppo tardi per intervenire.

Per questo motivo è così importante agire per cercare di ridurre la quantità di radon: salute e qualità della vita potrebbero essere compromesse irrimediabilmente senza un intervento tempestivo!

Gas radon e cancro : correlazione e rischi

I primi studi su e altre patologie hanno fatto sì che venisse scoperta una quantità molto elevata di casi di tumore nei minatori delle miniere di uranio, elemento da cui deriva il radon. Successivamente, per avere la certezza di trovare una correlazione statisticamente significativa, sono stati condotti altri studi su alcune popolazioni composte da maschi e femmine di tutte le età. Anche in questo caso i risultati hanno dimostrato una relazione tra l’esposizione al radon e l’insorgenza del cancro ai polmoni. Alla luce di questi risultati, nel 1988 il gas e i suoi prodotti di decadimento sono stati classificati come elementi cancerogeni dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro dell’OMS.

Radon ed emissioni cancerogeneMa come agisce il radon all’interno del nostro corpo? Se presente all’interno delle abitazioni, il gas viene inspirato in continuazione ed espirato prima che possa depositarsi all’interno dei polmoni. Tuttavia, alcuni prodotti di decadimento del radon – per esempio isotopi del polonio, del piombo e del bismuto – rimangono all’interno dell’apparato respiratorio e, grazie al sangue, si diffondono fino alle cellule dei bronchi, rischiando di danneggiarle. Normalmente le cellule riescono a riparare i danni derivanti dai prodotti di decadimento, ma c’è la possibilità che alcune vengano compromesse irrimediabilmente, dando così origine a un tumore.

Il rischio di ammalarsi a causa del radon è proporzionale al tempo di esposizione al gas: per questo motivo, è più dannosa una lunga esposizione a concentrazioni medio/basse – proprio come quelle presenti all’interno di case e uffici, in cui passiamo gran parte del nostro tempo – rispetto a un’esposizione breve a concentrazioni maggiori. Inoltre, non è possibile stabilire una soglia sotto cui il rischio è pari a zero, motivo per cui la direttiva europea 2013/59/Euratom ha posto un limite massimo oltre il quale è obbligatorio intervenire per ridurre la quantità di gas presente all’interno dei locali.

Inoltre, il rischio di incorrere in un cancro ai polmoni, a parità di concentrazione di radon, è molto più elevato per i fumatori: infatti, per questi ultimi, le probabilità di ammalarsi sono ben 25 volte maggiori rispetto a quelle dei non fumatori.

Per ridurre le probabilità di contrarre questa patologia è bene innanzitutto smettere di fumare e, eventualmente, sostituire il filtro dell’aria presente all’interno dell’edificio. A tal proposito puoi ricorrere al servizio offerto da Murprotec, azienda leader in Europa da 60 anni: attraverso un sopralluogo gratuito, un team di esperti saprà consigliarti la soluzione più adatta alla tua casa o al tuo ufficio, in modo da garantirti un riciclo costante di aria pulita. In base alla potenza necessaria puoi scegliere tra due filtri, ognuno coperto da ben 30 anni di garanzia.

Gas radon, come eliminarlo?

Dopo aver compreso tutti i rischi legati a questo gas, probabilmente ti stai ponendo un’unica domanda riguardo il radon: come eliminarlo? Innanzitutto, è utile conoscere la concentrazione di gas presente all’interno dei locali. Per farlo, puoi ricorrere a una scatoletta contenente un pezzo di plastica in grado di rilevare le radiazioni. Per funzionare correttamente, questo dispositivo deve essere posizionato all’interno delle stanze più frequentate – normalmente l’ufficio, oppure il salotto e la camera da letto per la casa – per almeno un anno, in modo da poter dare un riscontro veritiero riguardo la concentrazione di radon all’interno dell’edificio.

In caso di grandi concentrazioni di gas – intorno ai 200 Bq/m3 – devi intervenire immediatamente mettendo in atto questi rimedi:

●  Ventilazione ambienti: devi eseguire frequentemente questa operazione per consentire il circolo d’aria e per disperdere nell’ambiente il gas radon. Eliminazione del rischio di incorrere in muffe e riduzione della concentrazione di gas sono i principali benefici di questo semplice intervento. Per farlo ti basta spalancare le finestre per 2-3 minuti o, in alternative, tenerle in posizione “anta ribalta” per 5-6 minuti. Ricorda però di non esagerare con il cambio dell’aria per non rischiare di vanificare l’isolamento termico di muri e serramenti, soprattutto nel periodo invernale, quando le temperature sono più rigide;

●  Sigillatura di crepe e fessure: con questa operazione riduci la quantità di radon in ingresso nella tua casa o nel tuo ufficio;

●  Impermeabilizzazione del pavimento: soprattutto nel caso di edifici con fondamenta a diretto contatto con il suolo, questa operazione ti permette di ridurre drasticamente le penetrazioni di gas;

●  Aspirazione dell’aria interna: se non puoi spalancare porte o finestre per consentire una ventilazione naturale, puoi affidarti a degli aspiratori per eliminare l’aria contaminata da stanze come cantine e seminterrati.

Se invece stai acquistando una casa in fase di costruzione puoi accertarti che siano state prese tutte le precauzioni volte a evitare l’ingresso di radon, per esempio:

 Materiali di costruzione: è importante verificare che i materiali utilizzati per costruire l’edificio non siano contaminati;

●  Isolamento di cantine e seminterrati: è fondamentale che queste stanze, trovandosi nel sottosuolo, siano isolate per evitare infiltrazioni di gas;

●  Pavimenti galleggianti: si tratta di pavimenti leggermente sopraelevati rispetto al terreno, ideali per evitare il contatto diretto con quest’ultimo e per inserire del materiale isolante.

Seguendo questi accorgimenti puoi ridurre drasticamente la presenza di radon all’interno dei luoghi in cui passi gran parte della tua giornata e, di conseguenza, il rischio di incorrere in gravi patologie.

La soluzione di Murprotec

Murprotec, azienda leader del settore, sa bene quanto sia importante riuscire ad arginare in maniera efficace questo problema. Per questo propone soluzioni innovative e personalizzabili ai propri clienti: in particolare suggerisce l’installazione di una centrale atta a ridurre i fenomeni di condensazioni all’interno di abitazioni e uffici.

filtro ctaIl vero elemento innovativo di questa soluzione risiede nella capacità del sistema di rinnovare completamente l’aria nell’ambiente con quella proveniente dall’esterno, eliminando quindi quella “viziata”. Inoltre, in caso di necessità, la centrale permette di risolvere problemi relativi alla condensa, adattandosi ad ogni genere di abitazione e sistema di riscaldamento.

Alla praticità della soluzione proposta da Murprotec si unisce la facilità di manutenzione. Infatti, dovrai preoccuparti solamente di sostituire periodicamente il filtro Hepa: questo, trattandosi un filtro vero e proprio (che appartiene alla categoria G4) è capace di catturare fino al 90% delle micro particelle, anche di dimensioni anche di 10 micron!

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