Radon gas radioattivo

Inodore, incolore e insapore, il gas radon è una delle sostanze più difficili da percepire o quantificare: per questo, pur essendo un gas di origine naturale, può essere molto pericoloso se non tenuto sotto controllo con dovute precauzioni. 

Il radon si genera spontaneamente in piccole quantità nel sottosuolo e nelle rocce, disperdendosi poi nell’atmosfera una volta giunto a contatto con l’aria. Qualora, però, il gas penetri in un ambiente circoscritto come l’interno di un’abitazione, vi si accumula progressivamente, raggiungendo livelli di concentrazione sempre più alti e potenzialmente dannosi per la salute dei residenti. Ecco perché un accumulo di gas radon in casa rappresenta un rischio da non sottovalutare: informarsi per una sua corretta misurazione o eliminazione è il primo passo verso la risoluzione del problema.

Cos’è il radon?

Comprendere cosa sia il gas radon è fondamentale per poter individuare la soluzione più adeguata a eliminarlo. Si tratta di un gas nobile radioattivo, direttamente derivato dal decadimento dell’uranio; è una sostanza presente in natura, anche se rintracciabile solo in basse percentuali in materiali rocciosi o nel sottosuolo. Come tutti i gas nobili presenti sulla tavola periodica, anche il radon condivide alcuni tratti comuni a questa tipologia di sostanze gassose: è, infatti, inodore, incolore e insapore. Tali caratteristiche fanno del radon un gas particolarmente difficile da rilevare, aumentandone perciò la pericolosità.

La sua radioattività, invece, lo contraddistingue rispetto agli altri elementi del gruppo dei gas nobili. Proprio per questa sua peculiarità, l’inalazione di gas radon può essere incredibilmente dannosa per la funzionalità polmonare, anche se solo una sua minima percentuale riesce a penetrare nell’organismo attraverso le pareti polmonari. 

Gas radon: normativa sulla sicurezza

L’allarme sulla pericolosità del radon è di recente stato lanciato dalla comunità scientifica, in particolare dal Consiglio Nazionale dei Geologi (CNG), che – attraverso una conferenza stampa – ha tentato di stimolare l’attenzione nazionale e mondiale verso un problema finora ignorato dai più. 

Come è stato dimostrato in questa sede, il radon è la seconda causa di tumori ai polmoni dopo il fumo: secondo una stima dell’Istituto Superiore di Sanità, anzi, l’esposizione prolungata e inconsapevole della popolazione italiana a questa sostanza è responsabile di più di 3000 casi di cancro polmonari all’anno. 

Stante la sua pericolosità, dunque, i provvedimenti presi sono volti alla tutela dei cittadini e alla prevenzione di patologie legate al radon. A livello europeo, la normativa 2013/59/Euratom ha fissato una soglia massima di saturazione del gas, oltre alla quale gli Stati Membri dell’UE sono obbligati a prendere provvedimenti immediati: il livello di discrimine è stato fissato a 300 Becquerel al metro cubo, secondo l’unità di misura della radioattività. 

In Italia, tuttavia, la normativa non è stata ancora messa in vigore: la mancanza di una simile legge di contenimento e prevenzione dei danni potenzialmente provocati dal gas rende il nostro Paese ancora scopertamente impreparato alla gestione di questa sostanza. Per quanto l’Istituto Superiore della Sanità spinga per una maggiore attenzione dedicata al problema, per ora l’Italia fa riferimento alla legge europea. 

Gas radon, dove si trova?

La formazione spontanea di gas radon dipende da alcune caratteristiche geofisiche del territorio. In particolare, essendo una sostanza che in natura si genera in contesti rocciosi o sotterranei, una maggior concentrazione di gas sarà assicurata: 

  • dalla presenza di terreni granitici o vulcanici: materiali edili come il tufo o altre rocce vulcaniche, infatti, favoriscono un elevato livello di radon, specie utilizzati per costruire edifici nei pressi di zone sismiche o vulcaniche. 
  • dal contatto diretto dello stabile con il terreno: qualora le fondamenta di un edificio vengano costruite direttamente su una superficie rocciosa, infatti, le probabilità che il radon possa penetrare nella struttura sono più elevate. 
  • dall’immobile stesso: tipo di materiali, progetto edile e impianto di ventilazione sono fattori di primaria importanza nel determinare le condizioni di un’eventuale diffusione del gas. 
evitare la formazione del gas radon in casa

 

In linea generale, il radon è una sostanza abbastanza diffusa, specialmente in Italia. Le regioni italiane più soggette alla formazione del gas sono Valle d’Aosta, Veneto, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Toscana e Campania, ma la conformazione geologica della penisola italiana rende il sottosuolo italiano particolarmente predisposto alla generazione di radon

Come misurare radon in casa

Il primo passo per arginare il problema del gas radon in casa consiste nel sapere come misurare il livello della sua dispersione nell’ambiente: per farlo, sarà necessario un dispositivo in grado di misurare la quantità di radioattività nell’aria. 

Non si tratta per forza di uno strumento costoso: oltre a diversi test disponibili presso diversi rivenditori a buon mercato, infatti, esiste un kit fai da te molto diffuso per la sua facilità di assemblaggio, che si serve di una scatoletta e di un pezzo di plastica per raccogliere delle tracce visibili e passibili di analisi in laboratorio. 

Come scoprire il radon in casa?

La presenza di radon non lascia manifestazioni evidenti su mura o pareti domestiche. Il metodo migliore per rilevare la sua presenza, perciò, è un monitoraggio costante attraverso i dispositivi sopradetti. Per un risultato il più preciso possibile, è consigliabile posizionare il kit almeno 50 cm al di sopra del pavimento, lontano da fonti di calore o di umidità, dopo aver preventivamente chiuso porte e finestre del locale contaminato. Visto che la percentuale di radon subisce variazioni continue nel corso della giornata, la normativa richiede che i test siano esposti per un anno. 

Gas radon, sintomi e patologie collegate

La stretta correlazione tra una continuativa esposizione al gas radon e la formazione di tumori rende la prevenzione e la tempestività di intervento in situazioni di rischio imperativa, anche considerata la mancanza di sintomi evidenti nei soggetti colpiti. 

Il radon, infatti, essendo una sostanza radioattiva, ha effetti deleteri sulla salute umana: la patologia che più frequentemente viene causata dal gas, infatti, è proprio la neoplasia polmonare, ossia il cancro ai polmoni, in tutte le sue forme. Secondo recenti stime formulate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità il radon sarebbe responsabile di circa il 14% della totalità dei casi di tumori sviluppati all’apparato respiratorio: una percentuale così alta fa del gas radon la principale causa per lo sviluppo di un tumore in pazienti non fumatori. 

Il radon è cancerogeno?

Il radon, contenendo un agente oncogeno classificato dall’IARC (International Agency for Research on Cancer) come appartenente al Gruppo 1 (di cui fanno parte anche fumo e amianto), è considerato una sostanza cancerogena. La pericolosità del gas è stata appurata fin dalla fine degli anni Ottanta, dopo che una proliferazione di casi sviluppatesi tra gli operai impiegati nelle miniere di uranio (da cui il radon discende direttamente) ne hanno evidenziato i rischi. 

Gas radon, come eliminarlo?

La concentrazione del gas in ambienti interni e circoscritti è la condizione che innesca la pericolosità del radon: ma come eliminarlo?

Qualora la concentrazione del radon superi i 200 Bq/m3, infatti, è necessario intervenire tempestivamente. I rimedi che possono essere adottati sono:

  • Ventilazione degli ambienti, per un corretto ricircolo d’aria;
  • Sigillatura di crepe o fessure per evitare la penetrazione del gas in altre stanze o ambienti;
  • Aspirazione dell’aria interna per l’eliminazione dell’aria contaminata;
  • Pressurizzazione dell’edificio;
  • Isolamento di locali particolarmente colpiti (solitamente piani interrati, cantine, vespai);
  • Nei casi più gravi, interventi strutturali o di sostituzione dei materiali. 

Come evitare la formazione del gas radon in casa? La soluzione di Murprotec

In quanto leader della gestione di problemi legati alla mancata ventilazione dei locali, Murprotec ha messo la propria pluridecennale esperienza a servizio della risoluzione definitiva del problema del gas radon: l’impianto CTA Murprotec, infatti, è stato progettato per assicurare un ambiente sicuro e sano. Permettendo un’immediata sostituzione dell’aria interna contaminata con aria esterna, depurata e preriscaldata consente una sanificazione rapida ed efficiente dell’ambiente.